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LA COMMEDIA È UN SOGNO

Occorrerebbe sempre tener presente che la Commedia è una mirabile visione. Quindi è come un sogno. Come questo va analizzata e interpretata, non tanto con la razionalità quanto con l’intuizione. Per questo Dante, nella Commedia, utilizza la poesia e non

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IL LINGUAGGIO SBOCCATO NELLA COMMEDIA

Anche nella Commedia il linguaggio di Dante non è mai del tutto irreprensibile. Anche qui egli utilizza spesso espressioni molto sboccate come: bordello, culo, femmine da conio, puttana, puttaneggiar, meretrici, merda, natiche, sconcia, sozzo. Per aggiunta, Dante invita spesso il

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LA LIBERTÀ DEL LINGUAGGIO DI DANTE

La libertà del linguaggio di Dante fu sempre elevata, già in gioventù. Tralasciamo volutamente Il Fiore, poemetto sboccato e ricco di doppi sensi osceni, la cui attribuzione è sempre stata discussa. Non si possono, invece, tralasciare la Tenzone con Forese

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MA QUANTI SONO GLI APPELLI DI DANTE AL LETTORE, NEL PARADISO?

Gli studiosi Gmelin e Auerbach hanno segnalato, in passato, l’esistenza di “circa” venti passi della Commedia in cui Dante interrompe il racconto e si rivolge direttamente al lettore (7 nell’Inferno, 7 nel Purgatorio, 6 nel Paradiso). Consapevoli della costante tensione

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